Sabato 4 Febbraio

MEMORIAL FILIPPO PIREDDA

ALI D‘ACQUILA
– Polisportiva Giovanile Salesiana MAVIS
– Nomadi tribute band “Le Dimensioni”
-ALLIEVI EX ALLIEVI ISTITUTO MAZZARELLO



Filippo era un ragazzo gentile, generoso, sorridente, sempre disponibile. Non aveva ancora vent’anni, frequentava la quinta liceo. Era innamorato Filippo. Di una sua compagna di scuola, da poco arrivata in Italia dal Perù: Ursula. La situazione familiare di Ursula però era difficile. La sua mamma, Elena, aveva un compagno italiano violento che non voleva essere lasciato.


Filippo comprende molto bene la gravità della situazione e non si tira indietro. Incomincia a proteggere Ursula, la sua sorellina di 14 anni e la sua mamma. Le accompagna, non le lascia sole. Viene minacciato, picchiato, ma non le abbandona. La mattina dell’Epifania, il 6 gennaio 1997, Filippo sta accompagnando Elena al lavoro, in via Elba a Torino, nel quartiere santa Rita. Ci sono anche Ursula e la sorella minore. L’uomo all’improvviso sbarra loro la strada. È armato. Filippo non esita: si mette davanti alle due ragazze. Come uno scudo. È alto Filippo, 1 metro e novanta. L’uomo spara e lo colpisce in pieno petto. Colpisce e uccide anche Elena. Le ragazze, però, sono salve. Protette da Filippo.
“Non c’è amore più grande che dare la vita per i propri amici”. Filippo si è sacrificato consapevolmente, non ha esitato un attimo, con la generosità dei suoi vent’anni. Ha Lasciato un vuoto incolmabile nella sua famiglia: mamma Felicia, papà Angelo e il fratello Antonello. I suoi compagni e amici, i suoi insegnanti, le suore della Mazzarello lo portano nel cuore e lo ricordano ancora oggi, a vent’anni dalla sua morte, come se questi fatti fossero successi ieri.
Filippo stava lavorando alla sua tesina per l’esame di maturità: “Voglio portare i canti finali del Paradiso, quando Dante incontra Dio…”. Una scelta insolita per uno studente di quell’età.
Abbiamo cantato al suo funerale un canto bellissimo, “Su ali d’aquila“, che da quel momento è diventato per tutti noi la canzone di Filippo:
E ti rialzerò, ti solleverò
su ali d’aquila, ti reggerò
sulla brezza dell’alba, ti farò brillar
come il sole, così nelle mie mani vivrai“.
Noi tutti lo immaginiamo così, il nostro Filippo, il nostro gigante buono dal sorriso dolce. La sua giovane vita non è andata perduta, ma è salda nelle mani di Dio. E nel nostro ricordo.
Il 10 luglio 2008 anche Torino ha voluto rendere omaggio a Filippo, “eroe del quotidiano”, intitolandogli un giardino (tra corso Rosselli, via Isonzo e via Issiglio): nel discorso tenuto in quell’occasione l’insegnante di religione di Filippo, don Aldo Rabino, oggi anche lui in Paradiso, disse che l’esempio di Filippo ci dimostra il valore dei giovani, ci dimostra che “c’è ancora qualcuno che ha qualcosa dentro, che sa amare”.

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